La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 20 febbraio 2014

Quanto ci costa?

 
Lo Stato italiano spende in un anno circa 200 milioni di Euro per l’aborto. Ogni aborto ha un costo che oscilla fra i 1.479 e i 1.814 Euro.  Dal Ministro della Salute apprendiamo che nel 2010 in Italia ci sono stati 115.372 aborti volontari praticati negli ospedali pubblici, con un rapporto di abortività – cioè il numero di aborti per ogni 1000 nati – pari a 207. Vuol dire che ogni 5 bambini nati 1 viene abortito. Se moltiplichiamo 1479 Euro (aborto senza raschiamento e aspirazione) per 115.372 si ricava che in un anno per uccidere i bambini non nati l’Italia spende più di 170 milioni di Euro. Se poi proviamo a considerare l'aborto con raschiamento e aspirazione, che ha un costo di 1814 Euro, allora la spesa annua per aborti del nostro Stato ammonta a più di 209 milioni di Euro.
Un altro settore in cui lo Stato finanzia il male è quello della fecondazione artificiale in vitro omologa. Dopo l’approvazione della legge 40 del 2004, la Fivet è diventata un’opportunità che può essere anche pagata dal Servizio Sanitario. In questo caso risulta più difficile ricostruire il costo di ogni singolo intervento perchè esistono notevoli differenze tra le diverse strutture e le Regioni che effettuano la Fivet, ma grosso modo la spesa può essere valutata intorno ai 1800 Euro. Nel 2010 sono state assistite in Italia circa 70.000 coppie, per le quali sono stati prodotti 113.019 embrioni. I bambini nati in quell’anno sono stati 12.506: vuol dire che 9 embrioni su 10 sono morti.
Abbiamo spesso sentito parlare che, data la crisi, bisogna risparmiare, ridurre i costi, tagliare la spesa, diminuire gli sprechi del sistema pubblico. Il fatto singolare, però, è che praticamente a nessuno sia venuto in mente di sforbiciare le uscite che lo Stato affronta ogni giorno per compiere azioni malvagie legalizzate, come aborto e fecondazione artificiale, pagate interamente dal Servizio Sanitario Nazionale, cioè dallo Stato, ovverosia da ciascuno di noi e senza alcun costo, cioè gratis per la donna che si sottopone a simili pratiche. Il 9 febbraio scorso in Svizzera si sono votati due referundum e non uno, quello cioè sull'immigrazione del quale i media hanno dato notizia; l'altro riguardava il finanziamento pubblico dell'aborto per il quale un altissimo numero di Svizzeri si è espresso contro, in quanto l’aborto non è una «malattia», ragion per cui non si vede perché debba far parte dell’assicurazione obbligatoria. Comunque sia andato il referendum nulla nella legislazione svizzera cambierà. Non perdo la speranza che anche qui in Italia si possa fare un simile referundum, per mettere in discussione il finanziamento pubblico all'aborto. Sono estremamente convinta che sarebbe un atto di giustizia sociale. Lo Stato non può farci complici di un atto criminale perpetrato ai danni di un innocente se non lo vogliamo! Chi vorrà commettere questo atto ignominioso, dovrà pagarselo di tasca sua. Temo però che la maggioranza degli Italiani si esprimerebbe a favore del finanziamento pubblico.  

2 commenti:

  1. 1:5 ... 9:10 ... 200 Mio. Euro: Und das in einem Land, das als besonders "kinderlieb" gilt: erschreckend!

    In Deutschland wird es sicher nicht besser sein ...

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  2. ANDREAS, ja das ist wirklich erschreckend und macht mich sooooo wütend, und sooooo traurig.

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