La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 15 maggio 2014

Rivoluzione antropologica

Il Magistero del Santo Padre Benedetto XVI è sempre attuale. Ecco un discorso che ripropone, in perfetto stile ratzingeriano, elegante, dotto e profetico, un'analisi degli errori ideologici dell'uomo contemporaneo che senza Dio si è reso schiavo di se stesso, nell'illusione di aver trovato la libertà. Ecco cosa dice:
'L’amore cristiano trova fondamento e forma nella fede. Incontrando Dio e sperimentando il suo amore, impariamo a non vivere più per noi stessi, ma per Lui, e con Lui per gli altri. In ogni epoca, quando l’uomo non ha cercato tale progetto, è stato vittima di tentazioni culturali che hanno finito col renderlo schiavo. L'epoca moderna ha visto succedersi varie ideologie distruttive.  Negli ultimi secoli, le ideologie che inneggiavano al culto della nazione, della razza, della classe sociale si sono rivelate vere e proprie idolatrie; e altrettanto si può dire del capitalismo selvaggio col suo culto del profitto, da cui sono conseguite crisi, disuguaglianze e miseria. D’altro canto, purtroppo, anche il nostro tempo conosce ombre che oscurano il progetto di Dio. Mi riferisco soprattutto ad una tragica riduzione antropologica che ripropone l’antico materialismo edonista, a cui si aggiunge però un prometeismo tecnologico'.

Il Papa torna a un tema caratteristico del suo Magistero, la condanna della tecnocrazia: 'Dal connubio tra una visione materialistica dell’uomo e il grande sviluppo della tecnologia emerge un’antropologia nel suo fondo atea. Essa presuppone che l’uomo si riduca a funzioni autonome, la mente al cervello, la storia umana ad un destino di autorealizzazione. Tutto ciò prescindendo da Dio, dalla dimensione propriamente spirituale e dall’orizzonte ultraterreno. Nella prospettiva di un uomo privato della sua anima e dunque di una relazione personale con il Creatore, ciò che è tecnicamente possibile diventa moralmente lecito, ogni esperimento risulta accettabile, ogni politica demografica consentita, ogni manipolazione legittimata. L’insidia più temibile di questa corrente di pensiero è di fatto l’assolutizzazione dell’uomo: l’uomo vuole essere ab-solutus, sciolto da ogni legame e da ogni costituzione naturale.L’uomo contesta la propria natura … Esiste ormai solo l’uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura  (Discorso alla Curia romana, 21 dicembre 2012). Si tratta di una radicale negazione della creaturalità e filialità dell’uomo, che finisce in una drammatica solitudine'.
Nello stesso discorso del 21 dicembre il Papa aveva puntato l'indice sulla sfida più grave alla Chiesa e al bene comune, l'ideologia del gender che porta nel diritto a riconoscere le unioni omosessuali come se fossero equivalenti a quelle fra un uomo e una donna. E anche alla plenaria di Cor Unum spiega che «la Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender». Una posizione che «si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore».
 
Dall'intervento del cardinale Sarah il Pontefice riprende il monito alle organizzazioni di carità: non collaborate con le organizzazioni internazionali se queste promuovono pratiche contrarie ai principi non negoziabili, se promuovono gli anticoncezionali, l'aborto o l'ideologia del gender. «La giusta collaborazione con istanze internazionali nel campo dello sviluppo e della promozione umana non deve farci chiudere gli occhi di fronte a queste gravi ideologie, e i Pastori della Chiesa - la quale è "colonna e sostegno della verità" (2 Tm 3,15) - hanno il dovere di mettere in guardia da queste derive tanto i fedeli cattolici quanto ogni persona di buona volontà e di retta ragione. Si tratta infatti di una deriva negativa per l’uomo, anche se si traveste di buoni sentimenti all’insegna di un presunto progresso, o di presunti diritti, o di un presunto umanesimo».
Il Santo Padre conclude così:  «Di fronte a queste sfide epocali, noi sappiamo che la risposta è l’incontro con Cristo. In Lui l’uomo può realizzare pienamente il suo bene personale e il bene comune».

(19.01.2013) papa Benedetto XVI
Udienza ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio 'COR UNUM'



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