La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 21 maggio 2015

Teofania dell' Amore nel dolore


Il lenzuolo della Sindone è, per tutti i credenti, una reliquia. Su di esso vi è misteriosamente impressa l’immagine di uomo che ha subito atroci sofferenze ed è stato crocifisso. Caratteristiche queste che presentano impressionanti analogie con quella che è la cronaca evangelica della crocifissione e della sepoltura di Gesù Cristo. Infatti, oltre a presentare le ferite su mani e piedi, l’uomo della Sindone deve aver subito oltre cento colpi di flagello, ed un colpo inferto al costato; a giudicare dalle ferite al capo indossava una corona di spine, era disidratato e non rimase più di quaranta ore avvolto in quel sudario.
Ad oggi nessuno sa dire con estrema certezza come si sia formata l’immagine della Sindone. In molti l'hanno analizzata e studiata,
formulando molte ipotesi, anche strampalate e poco scientifiche, ma una volta davanti alla Sindone si è riscontrata l’impossibilità di una spiegazione concreta.
 

Allo stato attuale, l’ipotesi che pare più accettabile, per spiegare la formazione dell’immagine della Sindone, è quella della radiazione ultravioletta (UV), emanata al momento della risurrezione di Gesù, la sola – ha spiegato il prof. Di Lazzaro dirigente presso il Centro Ricerche Enea di Frascati – in grado di colorare un tessuto di lino in modo similsindonico. Fermo restando, comunque, che un’immagine come quella della Sindone, specificano gli studiosi dell’Enea, rimane «ad oggi impossibile» da «ottenere in laboratorio». Di certo è provato che questo telo di lino abbia avvolto un uomo pieno di ferite e torturato; infatti sono realmente visibili tantissime ferite ed i test per la ricerca del sangue sono positivi.
 
 Il lino misura metri 4,4 x 1,13. E' un prodotto filato a mano e mostra le caratteristiche dei  tessuti antichissimi risalenti al I secolo d.C. Le ricerche hanno evidenziato la presenza di granuli di polline assenti in Europa e abbondanti nei sedimenti del Lago di Genezareth e del Mar Morto.
La Chiesa non si è mai pronunciata sull’autenticità della Sindone, tuttavia non possiamo non essere concordi sul fatto che questa misteriosa immagine, che è reale, altro non è che l'immagine di Gesù, che ha subito il martirio della passione ed il supplizio della crocifissione.
Nel Duomo della città di Torino (fino al 24 giugno) è in corso la solenne ostensione della Santa Reliquia. Inoltre merita una visita il Museo Diocesano per poter ammirare 'Il compianto sul Cristo morto' del Beato Angelico, qui esposto fino al 30 giugno.


http://www.museodiocesanotorino.it/
http://www.sindone.it/#band_it
http://www.sindone.org/santa_sindone/00023930_Santa_Sindone.html
qui la lettura multimediale del telo della Sindone

Consiglio, a tal proposito, un bellissimo articolo scritto dal Prof. Alessandro D'Avenia dal titolo brillante 'Il selfie di Dio' che si può leggere QUI sul suo blog PROF 2.0   

5 commenti:

  1. Una información excelente la que aportas.

    Muchas gracias!!

    Un beso grande.

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  2. Sarebbe bellissimo vederla........ma mi sa tanto che non ci riusciremo, per questa volta........
    Un abbraccio

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    1. Angelo, peccato! E' un'esperienza davvero unica.
      Un abbraccio

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