La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




lunedì 16 gennaio 2017

Il degrado di Roma-San Pietro /2

 
San Callisto-Trastevere
La carità e l’assistenza che ne consegue, quella che da sempre si fa all’interno della Chiesa già prima del 13 marzo 2013, richiede anche luoghi e spazi idonei.
 
Che certi spazi monumentali di alto interesse storico e artistico divengano dormitori e pisciatòri per barboni,(QUI il servizio fotografico)o luoghi presi d’assalto da questuanti di etnia rom che molestano pellegrini e visitatori come le mosche della casba di Algeri attaccate sulle carni messe a essiccare appese ai soffitti dei negozi, è una profonda mancanza di rispetto e una ferita grave inferta a tutte le espressioni di fede autentica e profonda impresse nelle pietre e nei marmi secolari delle nostre opere d’arte.
 
Opere nate non solo dall’ingegno umano, ma soprattutto dalla fede, perché persino artisti dalle condotte di vita spesso dissoluta, hanno prodotto opere artistiche e architettoniche del patrimonio della Chiesa con autentica fede e devozione.
 
Non riuscire a cogliere nel bello e nell’arte un’espressione di fede autentica in Cristo, ma riuscire a vedere solo l’espressione della fede nelle villas de las miserias, sino a trasformare i dintorni di San Pietro in una via di mezzo tra un pisciatòrio e un centro di accattonaggio, vuol dire avere una fede immatura e infantile, a prescindere dall’età dell’immaturo, che potrebbe essere un ragazzo di vent’anni come un anziano di ottant’anni.
 
Ma soprattutto, fare questo, denota un odio intimo, più o meno inconscio, per Roma e la romanità.
 
Nessuno di noi, infatti, ha memoria d’aver mai visto prima d’oggi escrementi umani in Via della Conciliazione; né si ha memoria d’essere stati costretti a muoversi a zigzag in Borgo Santo Spirito, alla sinistra del colonnato del Bernini, con gli occhi fissi a terra, per evitare di calpestare escrementi umani.
 
 
La prima parte QUI

2 commenti:

  1. Es una lástima que sucedan estas cosas. Aquí en España también se ven casos que son realmente tristes, y parece que no tienen solución...

    Es indignante.

    Un abrazo grande.

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  2. Es indignante y como tu escribes, los gobiernos no hagan nada por solucionar estas cosas y tambien la Iglesia no puede solucionar así....un beso grande

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