Obsculta, o fili..... è l'inizio del prologo della Sancta Regula di san Benedetto. Ascolta, ascolta o figlio gli insegnamenti... La Regola pone il primo accento sull'ascolto: della Parola di Dio, scritta nelle Sacre Scritture e nelle righe del Tempo, della Storia e dell'intera Creazione. La Parola del Signore è infinita, affonda le sue radici nel non-tempo, dalla creazione del mondo e si protende nel futuro eterno delle cose create. Il Signore ha parlato tante volte ed in diversi modi fuori e dentro il Tempo, ma in Gesù Cristo, Verbo incarnato ha pronunciato la Sua Parola più concreta, più percepibile più grandiosa! Ascoltare la Parola, significa leggere tra le righe e le pieghe della concretezza la Voce di Colui che ci ascolta, ci parla, ci ama e ci chiama. Ascoltare significa lasciarsi rapire, penetrare dal bagliore della Luce Divina, lasciarsi riempire, nutrire, plasmare, rinnovare, abitare. Significa stupirsi, meravigliarsi come un bambino, di fronte alle bellezze del mondo, di fronte ad un sorriso, ad un abbraccio, ad una parola di conforto, ad un elogio, ad un bacio, ad un consiglio, ad un invito, ad un regalo. Significa essere consapevoli che le nostre parole saranno ascoltate e si fonderanno con la Parola. Ascoltare è avere fiducia, è affidamento, è bisogno di vuoto, di santità, di umiltà, di contemplazione.Scrive l'Abbadessa Anna Maria Canopi: "Non si tratta di ricorrere alla Sacra Scrittura per farsi dire la Parola quasi sia una parola magica (..) sarebbe strumentalizzarla e fraintenderla. Occorre dimorare nella Parola, respirare in essa, sostanziarsi di essa in modo da esprimerla fedelmente, darle un volto concreto: Cristo, divenuto la realtà della nostra vita. Allora con l'Apostolo, potremo dire:'Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me'.
(PRIMA PARTE QUI)
QUI HO GIA' TRATTATO IL TEMA DELLA MIA OBLAZIONE BENEDETTINA










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