La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




lunedì 8 luglio 2013

Mantova, Longino ed il Sangue di Gesù

Longino - detto l'Isaurico perché originario della provincia di Isauria - fu il soldato che colpì con la lancia il costato di Gesù, ormai morto. Dalla ferita sgorgò subito sangue misto ad acqua. Qualche goccia di detto sangue finì negli occhi ammalati di Longino, che immediatamente uscì risanato dal male che lo affliggeva da lungo tempo. Quel miracolo inaspettato portò alla fede il soldato, il quale subito provvide a raccogliere un poco di terra bagnata dal sangue di Gesù, ai piedi della croce. Custodito in una cassetta metallica, Longino portò seco quel prezioso cimelio attraverso lunghe peregrinazioni finendo - col suo prezioso tesoro - in terra mantovana ove sostò. Per timore di perdere quella reliquia o per paura che gli fosse sottratta, per misura precauzionale, Longino seppellì la cassettina contenente il sacro sangue in luogo segreto, nel locale Ospedale dei Pellegrini ove aveva trovato asilo, senza comunicare a nessuno tale decisione. Longino rimase nell'ospedale fino alla sua morte, che avvenne il 2 dicembre dell'anno 37, avendo subito il martirio per la professione della sua fede. I1 martire venne poi sepolto nella contrada mantovana chiamata Cappadocia.
La santificazione del vecchio soldato avvenne il giorno 2 dicembre 1340 sotto il papato di Innocenzo VI. Dopo l'interramento della reliquia del Preziosissimo Sangue ad opera di Longino, di essa non si parlò più per secoli, fino cioè all'anno 804, quando Sant'Andrea, apparso ad un suo fedele, indicò con precisione nell'orto dell'ospedale di Santa Maddalena, il luogo ove si trovava interrata la cassetta portata da Longino con il prezioso cimelio.
Vicino alla reliquia vennero trovate anche le ossa del Martire ossa conservate tuttora nella Basilica di Sant'Andrea, in un'urna sita nella terza cappella a destra entrando. A conferma della sacra presenza del Martire, una iscrizione reca in latino Ossa di Longino, colui che colpi il Costato di Gesù. La sensazionale scoperta venne rapidamente conosciuta ovunque, tanto che Carlo Magno, impressionato del fatto, invitò subito Papa Leone III a recarsi a Mantova per raccogliere maggiori notizie sul fatto miracoloso.
I1 pontefice eseguì l'incarico, fece gli opportuni accertamenti in loco e poi rilasciò una dichiarazione attestante l'autenticità della reliquia, ricevendo anche in dono una piccola porzione di essa da consegnare a Carlo Magno. Grato per tale insperato regalo, l'Imperatore lo fece deporre nella "Cappella Reale" di Parigi.
Nell'anno 923 l'invasione degli Ungari, che già aveva recato gravissimi danni dov'erano passati, metteva in pericolo la Reliquia mantovana ed in quella occasione si provvide a metterla nuovamente al sicuro temendo profanazioni. Ed infatti si provvide a dividere il terriccio misto a sangue, raccolto da Longino in due porzioni: la prima venne nascosta nella chiesa di San Paolo (che era contigua alla cattedrale mantovana) e la seconda, suddivisa a sua volta in due vasi di cristallo, nell'orto dell'oratorio dedicato al Sangue di Cristo. Una seconda volta, dal momento che 1'occultamento della reliquia, per evidenti ragioni, era stato segreto, venne dimenticato il luogo ove era stato nascosto il più prezioso ricordo della Passione e Morte di Nostro Signore.
Si dovette attendere l'anno 1048 quando ancora una volta l'Apostolo Andrea, apparendo per tre volte ad un mendicante cieco tedesco, indicò il luogo ove le sacre reliquie erano nascoste, permettendo così il secondo ritrovamento. Per le sacre reliquie ritrovate vennero costruiti una chiesa ed un monastero benedettino. Da quel momento incominciò l'afflusso in città di molti pellegrini accorsi per venerare la scoperta ed insieme ai pellegrini incominciarono a giungere Pontefici ed Imperatori. Nel 1053 papa Leone IX, nel 1055 l'imperatore Enrico III, il quale ricevette una minuscola porzione della reliquia, che poi - dopo diversi passaggi - giunse alla cittadina di Weingarten ove oggi è conservata e venerata. 
(Luigi Pescasio)

4 commenti:

  1. Desconocía esta historia. Me ha parecido impresionante y te agradezco la hayas compartido.

    Te mando un beso grande.

    RispondiElimina
  2. AMALIA, penso che le reliquie del sangue di Gesù sparse in Europa servano per ricordarci quanto sia importante per noi europei mantenere viva la fede cattolica. Sono contenta che ti sia piaciuto. Un abbraccio

    RispondiElimina
  3. E' una basilica splendida, con un'atmosfera particolare, veramente spirituale.
    Quando la visitai non conoscevo ancora la sua storia bellissima, eppure rimasi impressionata. Solo dopo, all'uscita, mi sono comprata un libro che raccontava la storia.

    Già che stiamo parlando di Mantova è utile sapere che (oltre alla grande ricchezza d'arte e storia della città) il 15 di agosto la città è piena zeppa di "madonnari" che si danno l'appuntamento li da ogni dove, per abbellire il centro città con il volto dell'Assunta. E' uno spettacolo!

    RispondiElimina
  4. KARIN, che gioia vederti da queste parti! Tu almeno sei andata a visitarla, io sono stata a Mantova, ma non sapendo la storia, non sono neanche andata a vederla! I madonnari, mi piacciono moltissimo!!!!! Grazie per la notizia!

    RispondiElimina