La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




sabato 25 giugno 2016

'Noi siamo Chiesa'

Il 6 aprile del 1995 il cardinale Hans Hermann Groer, arcivescovo di Vienna, fu costretto alle dimissioni con l’accusa di pedofilia(accusa provata, ma fatti prescritti). Due mesi dopo fu lanciata una raccolta di firme, sottoscritta in 22 giorni da oltre 500mila cattolici austriaci, con cui si chiedeva un rinnovamento profondo della Chiesa.

Cinque le richieste dell’ “Appello”.
 
Il primo: costruzione di una Chiesa fraterna con il superamento delle barriere tra clero e laici grazie alla corresponsabilità comune.
 
Il secondo: piena uguaglianza delle donne in ambito decisionale, diaconato femminile permanente, accesso delle donne al sacerdozio.
 
Il terzo: libera scelta tra forma di vita celibataria e non celibataria per i sacerdoti.
 
Il quarto: giudizio positivo sulla sessualità umana, libertà di coscienza in materia di contraccezione, più “umanità” verso i rapporti prematrimoniali e in tema di omosessesualità. Parlare meno di morale sessuale più di pace, giustizia sociale, ambiente.
 
Il quinto: il messaggio della Chiesa non dev’essere fondato sulla minaccia ma sulla gioia, meno prescrizioni e più accompagnamento.
 
Dall’“Appello dal popolo di Dio”, che in breve tempo varcò le frontiere austriache ottenendo un grande successo di firme come in Germania (quasi due milioni, tra i firmatari Eugen Drewerman, Hans Kűng e l’odierna ambasciatrice di Germania presso la Santa Sede Annette Schavan) e nei Paesi anglosassoni, nacque Wir sind Kirche (Noi siamo Chiesa) (promotori Marta Heizer e Thomas Plankensteiner). In Italia l’ “Appello” fu  diffuso nel gennaio 1996 e fu a Roma che nel novembre dello stesso anno si costituì -visto il numero consistente di firme raccolto in diversi Paesi occidentali- il movimento internazionale We are Church. Qualche settimana prima era stato fondato “Noi Siamo Chiesa” di lingua italiana che aggiunse poi un sesto punto ai cinque dell’ “Appello”: quello postulante gli obiettivi della pace, giustizia e salvaguardia del creato. Se sui cinque punti dell’ “Appello” si è ottenuto poco in vent’anni, sull’ultimo “si è invece ottenuto molto, con la svolta di papa Francesco” (ha detto Vittorio Bellavite, storico coordinatore nazionale).
 
E’ proprio per ricordare il ventennale del movimento che sabato 28 maggio 2016 “Noi Siamo Chiesa” (NSC) si è riunito a Milano, presso la chiesa di Santa Maria Incoronata.
  
Ne ha scritto esaustivamente Giuseppe Rusconi sul suo blog rossoporpora.org
 
E' evidente come sia in atto all'interno della Chiesa stessa (una sorta di fuoco amico) un'azione articolata di demolizione di Duemila anni di storia e tradizione della Chiesa così come l'ha voluta Nostro Signore. Un programma di demolizione del Magistero pontificio ed in particolare delle figure dei Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in relazione al Concilio Vaticano II, l'uno considerato troppo in linea con una visione di ermeneutica della continuità, l'altro,  in 'strisciante opposizione' a questo (lo scrive il gesuita Padre Luigi Scalia di Messina), con un pontificato fermo sul piano pastorale, dottrinale, morale e disciplinare.
 
Un programma di 'riforma' più che altro da eretici protestanti!     

2 commenti:

  1. Quelli erano bei tempi. Ma avevamo ancora speranza. E oggi? Dove sono la maggior parte dei vescovi e il Papa?

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  2. Purtroppo sembra essere smarrito il vero senso della Santa Chiesa

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