La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 14 aprile 2015

Pie Pellicane, Jesu Domine









Nel tempo di Pasqua è opportuno, per nutrire lo spirito, continuare a meditare sul sacrificio di Gesù Cristo sulla croce e del suo preziosissimo sangue versato per la nostra salvezza.

 San Tommaso utilizzò l’allegoria del pellicano per descrivere l’efficacia del sacrificio di Cristo nell'inno 'Adoro Te devote':

Pie pellicáne, Jesu Dómine,
me immúndum munda tuo sánguine,
cujus una stilla salvum fácere,
totum mundum quit ab ómni scélere




 

O Pio Pellicano, Signore Gesù
purifica me immondo, col tuo sangue
,
del quale una sola goccia
può salvare il mondo intero da ogni peccato.

Dante Alighieri la cita in riferimento all’episodio dell’ultima cena in cui l’apostolo Giovanni reclinò il capo sul petto di Gesù: “Questi è colui che giacque sopra ‘l petto del nostro Pellicano, (Paradiso, XXV, 112-114).
 


Il fatto che i pellicani adulti curvino il becco verso il petto per dare da mangiare ai loro piccoli i pesci che trasportano nella sacca, ha indotto alla credenza che questi si lacerino il torace per nutrire i pulcini col proprio sangue, fino a diventare emblema di carità”. 
Pertanto, il pellicano è assurto a simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli. 
Per questa ragione l’iconografia cristiana ne ha fatto l’allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l’acqua, fonte di vita per gli uomini. (Sua Ecc. Mons. Ignazio Sanna - Oristano) 


Adóro te devóte, látens Déitas,
Quae sub his figúris, vere látitas:
Tibi se cor meum totum súbjicit,
Quia, te contémplans, totum déficit.
Visus, tactus, gustus, in te fállitur,
Sed audítu solo tuto créditur:
Credo quidquid díxit Dei Fílius;
Nil hoc verbo veritátis vérius.

In cruce latébat sola Déitas,
At hic látet simul et humánitas:
Ambo támen crédens átque cónfitens,
Peto quod petívit latro pœnitens.
Plagas, sicut Thomas, non intúeor,
Deum támen meum te confíteor.

Fac me tibi sémper mágis crédere,
In te spem habére, te dilígere.
O memoriále mortis Dómini,
Panis vivus, vitam praestans hómini,
Praesta meae menti de te vívere,
Et te illi semper dulce sápere.

Pie pellicáne, Jesu Dómine,
Me immúndum munda tuo sánguine,
Cujus una stilla salvum fácere,
Totum mundum quit ab ómni scélere.

Jesu, quem velátum nunc aspício,
Oro fíat illud, quod tam sítio:
Ut, te reveláta cernens fácie,
Visu sim beátus tuae glóriae.
Amen

C. Dolci - Cristo mostra il costato

Ti adoro devotamente, Dio nascosto,
che sotto queste apparenze Ti celi veramente:
a te tutto il mio
cuore si abbandona,
perché,
contemplandoTi, tutto vien meno.
La vista, il tatto, il gusto, in Te si ingannano[2]
ma solo con l'udito si crede con sicurezza:
credo tutto ciò che disse il
Figlio di Dio,
nulla è più vero di questa
parola di verità.
 
Sulla croce era nascosta la sola divinità,
ma qui è celata anche l'umanità:
eppure credendo e confessando entrambe,
chiedo ciò che domandò il ladrone penitente.
Non vedo le piaghe, a differenza di Tommaso,
tuttavia riconosco Te come mio Dio.

Fammi credere sempre più in Te,
che in Te io abbia
speranza, che io Ti ami.
Oh memoriale della morte del Signore,
pane vivo, che dai vita all'uomo,
concedi al mio
spirito di vivere di Te,
e di gustarTi in ciò sempre e dolcemente.
 
Oh pio Pellicano, Signore Gesù,
purifica me, immondo, col tuo sangue,
del quale una sola goccia
può
salvare il mondo intero da ogni peccato.
 
Oh Gesù, che velato ora ammiro,
prego che avvenga ciò che tanto bramo,
che, contemplandoTi col
volto rivelato,
a tal visione io sia
beato della tua gloria.

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