La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 4 dicembre 2011

Il deserto fiorirà / 2


Oggi è la II Domenica di Avvento. La liturgia di oggi ci dona un messaggio di speranza e di consolazione, in quanto è desiderio del Signore di ristabilire la comunione con tutta l'umanità e con la Creazione. Allora nulla ci deve spronare meglio della nostra determinazione a far fiorire al più presto il nostro deserto.  
Il deserto è, nell'immaginario collettivo, luogo arido, inospitale ed impervio. In tal luogo non è molto semplice e comodo vivere. Eppure quando siamo lontani da Dio, quando non seguiamo le sue leggi d'amore, quando sporchiamo la nostra anima col peccato, noi viviamo in questo deserto, tanto inospitale quanto aridissimo. Non dimentichiamo, però, che il deserto contiene anche ubertose oasi!
Esiste anche un altro deserto come luogo dello spirito, luogo privilegiato, luogo di silenzio, di meditazione, di accoglienza, di profonda interiorizzazione; è il luogo più nascosto del nostro intimo, luogo che per sua definizione deve essere tanto arido,tanto spoglio, tanto assetato, tanto disabitato, quanto trepidante e bisognoso di essere mutato, di poter accogliere un dono! Di poter accogliere IL DONO. Ogni deserto contiene in sè una dura realtà che lo rende tale, amato ed odiato nello stesso tempo: la mancanza d'acqua! La sete del nostro deserto interiore, però, è ricca di speranza che questo bisogno verrà soddisfatto. Gesù stesso nel colloquio con la Samaritana ce lo ricorda: 'chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna'
(Gv 4,14). Gesù Cristo è l'acqua che può far fiorire il nostro deserto, renderlo fecondo, ubertoso, verdeggiante e fresco. Egli solo può estinguere la nostra sete e trasformarci in creature nuove, libere, dal cuore puro e trasparente. Egli è l'acqua, la più pura, limpida e cristallina che ci lava e ci rende simili a Lui, ogni giorno, ogni volta che gli permettiamo di abitare in noi, di toccarci con la sua mano, di nascere in noi e dimorare stabilmente nella nostra anima. Gesù ci desidera per sè, ecco perchè prende forma mortale. La nostra forma è quella che Egli ama più di tutte le altre forme che il Padre gli ha donato di contemplare nell'intera creazione!  La nostra forma riflette la forma di Dio Padre, di Dio Figlio e di Dio Spirito Santo. La nostra forma riflette ognuna di queste Persone! Infatti Dio stesso dice che ci ha creati a Sua immagine e somiglianza (Gn 1, 26). Così la Santissima Trinità si specchia in noi. Il Padre vede e ama nella nostra forma il Figlio e lo Spirito Santo; Il Figlio vede e ama nella nostra forma il Padre e lo Spirito Santo; così lo Spirito Santo vede a ama nella nostra forma il Padre e il Figlio! Siamo il mistero dentro il Mistero! Come non innamorarci perdutamente, non anelare febbrilmente all'unione col Mistero che ci ha creati e si incarna per donarsi a noi, per inebrarci del suo abbraccio Divino? 

LA PRIMA PARTE LA TROVATE QUI
LA TERZA PARTE LA TROVATE QUI

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