La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





post recenti

mercoledì 6 giugno 2012

A.D. 6 giugno 1453

Nel 1453 il Ducato del Piemonte e il Regno di Francia erano in guerra: quando il duca francese René d'Anjou discese con le sue truppe in Italia, si scatenò l'offensiva dell'esercito piemontese, che riuscì ad impadronirsi del villaggio di Exilles, in alta Val di Susa, appartenente al Delfinato di Francia.
Qui i soldati si abbandonarono al saccheggio del paese ed alcuni entrarono nella chiesa del villaggio, rubando alcuni oggetti sacri.
Uno di loro, forzando la porticina del tabernacolo rubò l'ostensorio con l'Ostia consacrata. Avvolta tutta la refurtiva dentro un sacco e, a dorso di un mulo, passando per Susa e Rivoli, scese a Torino.
Nella 'piazza del grano' il mulo si accasciò a terra, il sacco contenente il bottino si aprì e l'ostensorio si sollevò in aria. Dall'ostia si sprigionò una luce brillantissima.
Fra i testimoni c'era un certo don Bartolomeo Coccono, il quale corse a dar notizia al Vescovo Lodovico dei Marchesi di Romagnano. Il Vescovo, accompagnato da un corteo di clero e di popolo, si portò in piazza si prostrò in adorazione, levò un calice al cielo e pregò che l'ostia si posasse dentro. Allora l'ostensorio si aprì e l'ostia, lasciando una scia luminosa, si posò dentro il calice. Nel punto dove avvenne il miracolo venne eretta la Chiesa del Corpus Domini, una delle più importanti di Torino. Oggi a Torino si celebra questa ricorrenza con una solenne processione.   

Il miracolo del SS.Sacramento di Torino lo si può leggere nel bel libro edito dalle 'Edizioni Studio Domenicano'.

martedì 5 giugno 2012

Fuoco e fiamme a Fossano


Qualche giorno fa i magazzini della fabbrica COLUSSI qui a Fossano sono andati in fiamme! Io abito a circa un chilometro in linea d'aria dallo stabilimento e ho potuto fotografare l'evento. E' stato un via vai di sirene, vigili del fuoco, carabinieri, ambulanze. Grazie a Dio lo stabilimento era vuoto per la festività del 2 giugno (in questo caso la Repubblica ha reso un grandissimo servizio alla società civile!)e quindi non ci sono stati morti nè feriti. La fabbrica, ex AUDISIO, produce pasta e fette biscottate per la BARILLA, ha 200 operai che per i prossimi mesi resteranno a casa in cassa integrazione. I danni sono ingenti, le prime stime parlano di 20 milioni di euro. 

Fossano sta pagando un tributo troppo oneroso alla crisi economica: fabbriche chiuse, operai licenziati. Eppure questa è una delle zone più industrializzate del nord Italia: nei dintorni sorgono: la Maina, la Balocco, la Michelin, la Saint Gobain, la Alstom e tante altre piccole realtà industriali, agricole e zootecniche a conduzione familiare che rendono ricca questa zona. Il disastro della COLUSSI ci ha riportato alla memoria quello del 16 luglio 2007 successo al MOLINO CORDERO in pieno centro città, nella cui esplosione persero la vita 5 operai.

(foto studio Nottetempo di Fossano)
  
  

lunedì 4 giugno 2012

Per mantenersi giovani

SI LA VIDA ES HERMOSA ¿PORQUÉ NO SONREÍR SIEMPRE?



La mia amica di acquacluster mi ha fatto un regalo: dieci consigli per mantenersi giovani provenienti dall'America Latina e desidero condividerli con tutti voi che passate dal mio blog. Li trovo spiritosi, divertenti, molto saggi e semplici!

   COMO MANTENERSE JOVEN




domenica 3 giugno 2012

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

La vita dei battezzati inizia nel nome della Santissima Trinità, che è il mistero centrale della fede e della vita cristiana.   Il sacerdote dice:" Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Tante volte nella nostra vita abbiamo pronunciato queste parole in un segno di croce, ma forse non abbiamo mai prestato molta attenzione alla loro grandiosa valenza e al loro significato. Ogni volta che le pronunciamo entriamo a far parte di un mistero: il Mistero di Dio Uno e Trino, della sua umanità e divinità, della sua sostanza e della sua essenza. Entriamo nel mistero della Creazione, nel cuore del mondo, nella storia dell'umanità creata, guidata e amata da Dio. Dio è Tre Persone uguali e distinte riunite in un'unica sostanza. La Trinità è Una, è un mistero della fede in senso stretto, uno dei misteri nascosti in Dio, che indubbiamente ha lasciato tracce nell'opera della Creazione, lungo tutto il percorso dell'Antico Testamento fino alla Rivelazione concreta nella sua incarnazione, morte e risurrezione. La Trinità resta comunque un mistero non rivelato, creduto per fede e come dogma. Possiamo affermare per fede che la Trinità è Una e l'Unità divina è Trina: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Tre Persone distinte tra loro per le loro relazioni di origine, ma una la natura, la sostanza, con un'unica economia divina, comune e nello stesso tempo personale. Mi piace ricordare, a tal proposito, il brano dell'Antico Testamento e precisamente Genesi cap. 18 quando il Signore Dio appare ad Abramo e gli predice la nascita del figlio Isacco: "Poi il Signore apparve a lui alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo:'Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo'. Questo stupendo brano ci mostra la Santa Trinità in modo inequivocabile e certo! Padre, Figlio e Spirito Santo sono sempre presenti insieme nell'opera della Creazione così come in quella della Redenzione. Molte volte le parole di Gesù ci chiariscono la strettissima unione delle persone divine e le loro unica sostanza. Il capitolo 14 del Vangelo di Giovanni riporta le parole di Gesù riguardanti il Padre e lo Spirito Santo. Dice a Filippo:" Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? (ver 10)". Oppure quando promette lo Spirito Santo dice:" Non vi lascerò orfani: verrò da voi" (ver 18). Ogni cristiano sa che Dio non è divisibile nelle Persone, che pregando il Padre Nostro si prega anche il Figlio e lo Spirito Santo, che nelle sofferenze di Cristo è presente il Padre e lo Spirito Santo, che nell'opera della Rivelazione dello Spirito Santo è presente il Padre e il Figlio, in comunione perfetta....
Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al paragrafo 260:' Il fine ultimo dell'intera economia divina è che tutte le creature entrino nell'unità perfetta della Beata Trinità. Ma fin d'ora siamo chiamati ad essere  abitati dalla Santissima Trinità:" Se uno mi ama - dice il Signore - osserverà la mia Parola ed il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14, 23). 

"O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per stabilirmi in te, immobile e serena come se la mia anima fosse già nell'eternità; nulla possa turbare la mia pace nè farmi uscire da te, o mio Immutabile, ma che ogni minuto mi porti più addentro nella profondità del tuo Mistero! Pacifica la mia anima; fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo. Che io non ti lasci mai sola, ma che sia lì, con tutta me stessa, tutta vigile nella mia fede, tutta adorante, tutta offerta alla tua azione creatrice". (Beata Elisabetta della Trinità)     

venerdì 1 giugno 2012

VII incontro mondiale delle famiglie

La famiglia è il fondamento della società. Di una società basata su sani principi. I principi che fanno riferimento alla legge naturale. Legge naturale che il Signore ha scritto a caratteri di fuoco ed indelebili nel cuore dell'uomo. La famiglia è l'essenza, il fulcro, il nucleo, la forza e l'energia della vita civile di ogni Paese.           La famiglia è la roccia sulla quale ogni società deve costruire i suoi grattaceli! La roccia sulla quale costruire chiese, biblioteche e anche fabbriche! La famiglia è il centro da cui partire; fonte di ispirazione e d'irradiazione; culla dove ogni anelito di bene viene cresciuto e condiviso. Ma se la società dovrebbe avere nella famiglia i suoi punti cardine, quest'ultima a chi deve fare riferimento? La risposta più naturale, semplice, ovvia è: la Roccia Eterna che è il Signore! Egli è il senso della famiglia, l'alito della sua vita, l'Alfa e l'Omega di ogni sua creazione, l'ispiratore di ogni suo movimento. Senza la famiglia la società va in frantumi ma senza Dio anche la famiglia cesserebbe di esistere.
La Sacra Scrittura ci dice: "Nel giorno in cui Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse....(Gen 5,2)e poi ancora: "....l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne". (Gen 2,24). 
Il Catechismo della Chiesa Cattolica  a proposito di famiglia ci regala pagine molto concrete ed illuminanti a partire dal punto 2201 al punto 2233. ( QUI ) .
Il Santo Padre Benedetto XVI oggi è a Milano per incontrare le famiglie che si sono radunate insieme in occasione del loro settimo incontro mondiale. 
       

giovedì 31 maggio 2012

Tutta tua, o Maria

Come bimbo in braccio alla mamma, desidero essere accolta e riposare... In te o Maria, o Madre mia, abbandonarmi senza affanni, senza paure, senza tremore e timori. A te mi affido, mi consacro. Ti dono tutto il mio presente, i miei giorni già trascorsi ed il mio futuro; tutte le mie lacrime passate, presenti e future, la mie parole,  le mie gioie, le mie speranze. Abbi cura di tutti coloro che hanno attraversato il mio cammino, anche solo per un attimo, di tutti coloro che vivono con me il presente e condivideranno il tempo che verrà. Li affido a te, te li presento racchiusi nel mio cuore e nel mio sguardo. Custodiscici tutti nel tuo cuore immacolato, o Madre e con la tua voce soave e benigna, cullaci....... e portaci a Gesù....
Sono passati ormai vent'anni dalla mia consacrazione a Maria, secondo la formula di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Quanta strada ho percorso insieme a Lei.....      


mercoledì 30 maggio 2012

La paura

Nessuno è dimenticato da Dio. Siamo pensati da Dio; siamo nelle sue mani sempre, sia che vegliamo, sia che dormiamo, sia che abbiamo il cuore in alto, presso di Lui, in pieno cielo, sia che tremiamo nell'angoscia e nella paura in un angolo buio della terra. Dio è sempre con noi. Non siamo mai soli. Sono le ombre proiettate dalla nostra poca fede che ci fanno ritenere soli e ci saturano di paura; una paura che ci impedisce di camminare, di amare e di vivere. Ma noi non siamo nè sconosciuti, nè stranieri su questa terra, in quest'isola dell'universo. "Anche i capelli del vostro capo sono contati" dice il Signore. E non abbiamo alcuna ragione per non credergli, salvo la nostra paura. Ma la paura è proprio la rinuncia ai dati della ragione e della fede. Non della ragione soltanto, ma anche della fede, perchè anche questi sono 'dati' che non possiamo trascurare, a meno di un atto di orgoglio, e quindi non giustificato. La paura è un'offesa che noi rechiamo a Dio.

(don Luigi Bracco -PARABOLE DEL SIGNORE- TEC ed. Fossano (CN))

martedì 29 maggio 2012

Jérôme Lejeune ed il razzismo positivista

Il suo nome, in campo medico e scientifico è legato alla 'trisomia 21' o, più comunemente conosciuta come 'sindrome di Down'. I suoi studi furono infatti indirizzati a confutare quelle che erano state, dal 1866, le idee elaborate da Langdon Down e che avevano dominato tutta la scena del mondo scientifico fino ad allora. Idee improvvisate dal punto di vista scientifico e con una base razzista. Asseriva, infatti, Langdon Down, che nelle persone affette da mongolismo (e per questo intellettivamente deficienti), la razza umana regrediva verso forme primigenie. Questa teoria generò importanti ripercussioni sul piano sociale: sia per i mongoli - ritenute persone inferiori - sia per i loro genitori - accusati di aver generato una razza inferiore. Jérôme Lejeune, medico pediatra, non accettò mai come vera la teoria di Down, essendo convinto che la causa non fosse attribuibile ad un cambiamento della 'qualità' del messaggio ereditario, bensì ad una mutazione di tipo 'quantitativo'. Infatti i suoi studi in merito lo portarono alla scoperta del cromosoma 47, un cromosoma in più presente in tutti i pazienti con questa sindrome, identico agli elementi del 21°paio, ecco perchè Lejeune propose di chiamare la 'sindrome di Down' 'trisomia 21'. La scoperta, comunicata nel 1959, ebbe grandissima eco e grande rilevanza, ma si prestò ad essere strumentalizzata (a partire dalla Francia con la proposta di legge 'Peyret') con la diagnosi prenatale, alla ricerca di 'feti malformati' per essere abortiti. Jérôme Lejeune si oppose strenuamente per evitare che la sua scoperta venisse posta al servizio della morte. Cominciarono per lui anni difficili, venne combattuto ed osteggiato, ma lui coraggiosamente continuò il suo lavoro con amore e dedizione, da vero cattolico. Papa Giovanni Paolo II lo nominò nel 1994, primo Presidente della 'Pontificia Accademia per la vita'. E' morto nel 1994. Ai suoi funerali a Parigi, una sua piccola paziente recitò questa preghiera: "Mio Dio, per favore, veglia sul mio amico; per la mia famiglia io sono brutta assai, lui mi trova persino carina, perchè sa com'è fatto il mio cuore".
Jérôme Lejeune è stato dichiarato 'servo di Dio'.

BIBLIOGRAFIA:
  • Jérôme Lejeune - IL MESSAGGIO DELLA VITA - Ed. Cantagalli Siena 2002
  • P. Antonio Maria Sicari - Ritratti dei santi- Servo di Dio Jérôme Lejeune - Mediaprint, Verona 2012
  • Jean-Marie Le Méné - Il professor Lejeune - fondatore della genetica moderna- Cantagalli Siena 2008 

TRATTO DA 'RADICI CRISTIANE' NR 74 maggio 2012 

lunedì 28 maggio 2012

La perenne verità di Babele

Il Santo Padre Benedetto XVI in questi giorni è messo a dura prova. Cerchiamo di sostenerlo con la nostra preghiera. Nell'OMELIA della Messa di Pentecoste ha detto che: ' Mentre gli uomini stavano lavorando insieme per costruire la torre, improvvisamente si resero conto che stavano costruendo l’uno contro l’altro. Mentre tentavano di essere come Dio, correvano il pericolo di non essere più neppure uomini, perché avevano perduto un elemento fondamentale dell’essere persone umane: la capacità di accordarsi, di capirsi e di operare insieme.

Questo racconto biblico contiene una sua perenne verità; lo possiamo vedere lungo la storia, ma anche nel nostro mondo. Con il progresso della scienza e della tecnica siamo arrivati al potere di dominare forze della natura, di manipolare gli elementi, di fabbricare esseri viventi, giungendo quasi fino allo stesso essere umano. In questa situazione, pregare Dio sembra qualcosa di sorpassato, di inutile, perché noi stessi possiamo costruire e realizzare tutto ciò che vogliamo. Ma non ci accorgiamo che stiamo rivivendo la stessa esperienza di Babele.
E’ vero, abbiamo moltiplicato le possibilità di comunicare, di avere informazioni, di trasmettere notizie, ma possiamo dire che è cresciuta la capacità di capirci o forse, paradossalmente, ci capiamo sempre meno?
Tra gli uomini non sembra forse serpeggiare un senso di diffidenza, di sospetto, di timore reciproco, fino a diventare perfino pericolosi l’uno per l’altro? Ritorniamo allora alla domanda iniziale: può esserci veramente unità, concordia? E come?

La risposta la troviamo nella Sacra Scrittura: l’unità può esserci solo con il dono dello Spirito di Dio, il quale ci darà un cuore nuovo e una lingua nuova, una capacità nuova di comunicare. E questo è ciò che si è verificato a Pentecoste'.

TRATTO DAL SITO UFFICIALE DELLA SANTA SEDE

© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana

domenica 27 maggio 2012

Veni, Creator Spiritus

Erroneamente a quanto comunemente si pensi, la Terza Persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo, riempie di Sè l'intera Sacra Scrittura. E' presente sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Fin dalla Genesi ne percepiamo la potente presenza aleggiare sulle acque, infondere la vita alla natura, il movimento ai pianeti, la luce alle stelle, accendere la fiamma dell'esistenza in Adamo ed Eva. Egli è presente sul monte Sinai, è il fuoco che scrive le tavole della Legge Sacra, è la nube che guida il popolo dell'alleanza verso la Nuova Terra. E' l'acqua che lo disseta nel duro cammino attraverso il deserto. E' l'ispiratore dei profeti, dei salmisti. Lo contempliamo nella vita della Vergine Maria, nel suo 'sì' al concepimento verginale del Figlio. Lo contempliamo nell'amore di Gesù  per i malati, per i bisognosi, per i peccatori, nella sua forza guaritrice, nel suo coraggio durante la Passione, nel dirompente mistero della sua risurrezione. Lo troviamo negli apostoli, nella Chiesa nascente, nel coraggio della testimonianza e del martirio. Lo Spirito Santo è vivo, presente e vivificante nella storia di tutta l'umanità. Della terra ne è il calore, la luce, la vigoria; dell'uomo nè è il soffio vitale, l'amore, la gioia, la pace, la benevolenza, la magnanimità, la bontà, la mitezza. E' il nostro alito, la nostra essenza più vera, la vita di ogni fibra del nostro corpo. E' l'ispiratore di ogni sentimento più nobile e buono del nostro cuore, dei poeti, dei pittori, degli artisti e di ogni uomo di buona volontà. Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica ne 'ispira, garantisce e convalida la fedele trasmissione' della Rivelazione di Dio, nella predicazione e negli scritti apostolici(ENCICLICA DOMINUM ET VIVIFICANTEM di Giovanni Paolo II); dona alla Chiesa stessa il compito di 'guidare alla verità tutta intera', di svelare in modo chiaro il 'mysterium Christi'

venerdì 25 maggio 2012

La voce della madre

Cuando canta, la madre ayuda el niño, para quien , desde su nacimiento en el mundo exterior, todo es nuevo y puede tener miedo. El niño reconoce en la canción la voz de la madre, su presencia, su gesto....y en la intimidad del momento se crea un espacio de profundos símbolos ancestrales donde la música y la palabra son vínculo de pura emoción y autenticidad. De esta manera  se establece el primero diálogo, el primer cuento, la primera enseñanza de unas tradiciones, vivencias y culturas que se convertirán con el tiempo en parte esencial de una memoria colectiva.  (Montserrat Figueras).  

TRADUZIONE IN ITALIANO

Quando canta, la madre aiuta il bambino, per il quale, dal momento della venuta al mondo, tutto è nuovo, e può avere paura. Il bambino riconosce, nella canzone, la voce della madre, la sua presenza, il suo gesto....E nell'intimità del momento si crea uno spazio di profondi simboli ancestrali, dove la musica e la parola sono un vincolo di pura emozione e autenticità. In quesa maniera si stabilisce il primo dialogo, il primo racconto, il primo insegnamento di tradizioni, di vissuto e di culture che diventeranno, col tempo, parte essenziale di una memoria collettiva.

giovedì 24 maggio 2012

Il vero Paradiso Terrestre

La Vergine Maria è il vero paradiso terrestre del nuovo Adamo, di cui l'antico paradiso terrestre era semplicemente una figura. In questo nuovo paradiso terrestre vi sono ricchezze, bellezze, meraviglie e dolcezze inesplicabili, operate dal nuovo Adamo Gesù Cristo. Questi vi prese le sue compiacenze per nove mesi. Questo luogo santissimo si compone tutto di terra vergine e immacolata. (...) In questo paradiso terrestre si trova il vero albero della vita che portò Gesù Cristo, il frutto di vita; l'albero della conoscenza del bene e del male, che diede la luce al mondo. Vi sono in questo luogo divino alberi piantati dalla mano di Dio e irrigati dalla sua unzione divina, che han portato e portano ogni giono frutti dal sapore celeste. Vi sono aiuole smaltate di splendidi e svariati fiori di virtù, che profumano l'aria sì da inebriare persino gli angeli. Vi sono verdi prati di speranza, torri inespugnabili di fortezza, ville incantevoli di fiducia, ecc. Solamente lo Spirito Santo può far conoscere la verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. In questo luogo si respira l'aria sana della purezza; regna il bel giorno senza notte dell'umanità santa; splende il bel sole, senza ombre, della divinità; arde l'inestinguibile fornace della carità, dove il ferro s'infoca e si trasforma in oro; scorre il fiume dell'umiltà che nascendo da terra si divide in quattro rami - le quattro virtù cardinali - e irriga tutto questo luogo incantato.

SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT - TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA (PUNTO 261)

mercoledì 23 maggio 2012

Strage di Capaci

Vent'anni fa sull'autostrada A29, svincolo di Capaci, nei pressi di  Palermo, perdevano la vita, in un vile attentato mafioso il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La storia dell'Italia è insanguinata dalla viltà di uomini come Totò Riina e Giovanni Brusca, ma è resa gloriosa dal coraggio e dal valore di uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (amico di Falcone e magistrato anche lui che un mese dopo subirà la stessa sorte). Hanno lottato contro la mafia e l'illegalità, da veri uomini, con coraggio...........
Non bastano le commemorazioni di questi giorni perchè lo Stato si metta a posto con la coscienza, se mai ne avesse una!

L'attentato e la morte dei due magistrati (e di tutti gli uccisi di mafia) sono indice del fallimento dello Stato e delle sue istituzioni, della sua incapacità e del suo degrado!

Allo Stato la vergogna, agli eroi la gloria!!!!



'La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni'. (Giovanni Falcone)

 Forze migliori delle istituzioni, dove siete??????????

martedì 22 maggio 2012

O musicale Dio


Tu che i silenzi popoli di note,
o musicale Dio, fammi conforme
alle tue stelle immemori e remote.....

(Polifonia Sacra - Idilio Dell'Era)

lunedì 21 maggio 2012

Il cuore è con lui

Il 21 maggio 1989 il mio mondo si è fermato! Ero ancora una giovane ragazza universitaria, raggiante d'amore e di vita! Emidio, il papà di mio marito (allora fidanzato) ci aveva lasciati all'improvviso. Ho negli occhi ancora il ricordo dell'ultima volta che ci eravamo incontrati: ci salutava sorridente, al porto, mentre prendevamo il traghetto che da casa ci avrebbe trasportati a Messina, città dove studiavamo. Durante il tragitto avevamo parlato del più e del meno ed anche pregato. Poi mi aveva baciato la mano! Quando ripenso a quel gesto il mio cuore si riempie di gioia e di commozione. Mi amava come una figlia, lo amavo come un padre. La sua morte molto prematura, aveva solo 48 anni, ha lasciato 4 figli ed una giovane sposa. Il dolore, lo sconforto ci hanno trapassato l'anima. Tutti avevamo bisogno della sua figura, della sua tenerezza di padre, del suo sostegno. Ci ha lasciato la sua grande fede, l'amore a Maria, che amava di amore incondizionato. Le sue opere edili pubbliche e private (è stato un grande e bravo geometra, proprietario di un'impresa) ci parlano di lui, della sua bravura, della sua serietà, del suo rigore, della sua generosità, della sua grandissima onestà. Amava la vita, amava farci ridere, amava stare con la sua famiglia. Amava ed era amato da tutti. Ringrazio il Signore per avermelo donato; mi dispiace non aver potuto trascorrere con lui tanto tempo, ma lo ritrovo in mio marito che gli somiglia moltissimo, nel suo sorriso, nelle sue battute di spirito, nella sua personalità multiforme e poliedrica, nella sua intelligenza, nelle sue grandi capacità organizzative, nei suoi gesti, ma soprattutto nella sua fede e nel suo amore a Maria, che ha potuto apprendere dal papà nelle lunghe passeggiate fatte insieme o nei pomeriggi trascorsi con lui sul cantiere. Ciao papà, arrivederci in Cielo! 

I terremoti italiani

Il terremoto è un evento naturale che devasta non solo il territorio, ma soprattutto l'equilibrio sociale di intere comunità, nonchè gli animi di chi viene a contatto, in un modo o in un altro, con questa dura realtà. Nella nostra lingua, giustamente, attribuiamo al termine 'terremoto' un significato più ampio del solo fatto tellurico. La società italiana (ma anche europea e mondiale) di 'terremoti' ne subisce quotidianamente. Fatti di cronaca, di sangue, di odio sociale e religioso, di crisi economica. Anche questi sono veri terremoti che devastano le coscienze e l'anima! E che dire dei 'terremoti legislativi' con i quali i nostri politici vogliono destabilizzare ogni ordine sociale e naturale! Esistono vari modi per distruggere un'identità, un popolo, un credo religioso, un ordine stabilito da secoli; forse, il tempo necessario per farlo sarà molto più lungo rispetto ad un movimento tellurico che, in una manciata di secondi, seppellisce sotto le macerie, persone, ricordi, affetti, legami, vite concrete....ma gli effetti sono i medesimi: devastanti! Che il Signore abbia pietà di tutti e di ciascuno.    



domenica 20 maggio 2012

L' Assente, Presenza Universale

Cristo è asceso al Cielo, nell'abbraccio amoroso ed eterno del Padre, nel fuoco di silenzio e di pace dell'Eterno Spirito. Nulla lo ha mai separato e nulla lo separerà. Egli dal grembo Immacolato di Maria si specchia nella limpida memoria del creato, che arde dal desiderio della redenzione e dell'antico splendore. Dal grembo, dal sentore di terra dolce ed ubertosa, della Sua Santa Madre, ama la terra piena di canti, di voci, di desideri, di pianti e di dolori. La Sua è già Presenza dall'Eternità, Presenza che feconda la terra tutta di nuovo vigore, la pasce, la fa germogliare di nuovi frutti..... Nel grembo vive la Vita Trinitaria in modo misterioso e tenero, sa di dolcezza, di amore, di comprensione, di tenerezza, di accoglienza. Ora torna nella Sua Divina Patria, mai lasciata. Ora è l'Assente, ma anche il Presente, il Divino Viandante che ci accompagna...

Questi versi del grande poeta don Martino Ceccuzzi (in arte Idilio Dell'Era)ci regalano una visione chiara della presenza di Cristo in mezzo a noi.

"Ma tu passavi forestiero,
sedevi all'ombra dei poveri
sulle porte logore di vento.
Eri il demente pallido,
il carcerato, il ferito,
eri l'ombra trafitta sul guanciale.
Nel bianco sepolcrale io vidi
fiorire le tue mani.
Doleva ai vecchi la memoria
di età defunte,
chiare d'aurora i pargoli
avevano i tuoi occhi:
gelose di silenzi,
allo spigar delle stelle,
le tue chiese.
Eri brezza soave, eri l'Amore".
(Polifonia Sacra)


      

venerdì 18 maggio 2012

Luigi Calabresi, il commissario santo


Proprio ieri ricorreva il 40 anniversario dell'assassinio del commissario di Polizia Luigi Calabresi. Una breve vita spesa al servizio del prossimo in assoluta fedeltà ai principi evangelici. Luigi, durante gli studi universitari entra a far parte di Oasi, un movimento cattolico fondato da P. Virginio Rotondi, il cui scopo è di vivere una vita intensamente cristiana, consacrandosi a Gesù e Maria. Anche Luigi reciterà la preghiera di consacrazione alla quale resterà fedele per tutta la sua vita: "O Gesù, Re divino Salvatore del mondo, io ti rendo grazie per avermi scelto e chiamato a offrire a Te, per le mani di Maria Immacolata, tutta la mia giovinezza. Assumo l’impegno di conservare in essa immacolato il mio candore e di questo faccio voto oggi. Voglio meditare, visitarti e nutrirmi di Te ogni giorno. Voglio onorare Maria, tua e mia Madre con il Rosario quotidiano. Metto a servizio della Chiesa il mio tempo e le mie energie. Accetta in odore soavità questo mio olocausto e dammi la grazia di saper affrontare anche la morte per rimanere fedele a Te, o Re divino, Gesù Salvatore del mondo". Dopo la laurea in giurisprudenza entra in Polizia. Nel 1969 sposa Gemma, da questa unione felice e brevissima, nascono tre figli, l'ultimo dei quali dopo la sua morte. Ci troviamo a Milano. Il clima in cui Luigi lavora è rovente, duro, avvelenato dalle ideologie sessantottine, comuniste ed anarchiche. E' il tempo del terrorismo, del sangue, del piombo, della violenza 'nera', ma anche 'rossa', delle Brigate Rosse, delle stragi, della sinistra extraparlamentare 'Lotta Continua', della strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969). Nelle indagini di questa strage viene arrestato l'anarchico G. Pinelli, sospettato di avervi partecipato. Pinelli muore cadendo dal balcone del commissariato di Milano; la sua morte venne accertata come accidentale qualche anno dopo. Ma da quel momento inizia la campagna di odio, di aggressione e diffamazione a mezzo stampa (L'Avanti, l'Unità, Vie Nuove, l'Espresso, Lotta Continua) contro il commissario Calabresi ritenuto l'autore dell'omicidio di Pinelli. Dice G. Pansa in un'intervista a Libero: "Nel frattempo, il commissario e la sua famiglia venivano inchiodati a una via crucis orrenda. Manifesti su tutti i muri di Milano e di molte città italiane gridavano: Calabresi wanted, ricercato, con l'indicazione della somma da saldare a chi l'avesse catturato. Promesse di morte urlate nei cortei: Calabresi sarai suicidato! Insulti carogna: il commissario Finestra, il commissario Cavalcioni. Vignette bestiali: Calabresi insegna alla figlia piccola come tagliare la testa alla bambola anarchica con una ghigliottina giocattolo. E poi una bufera di lettere anonime, spedite all'indirizzo di casa. Telefonate orrende".
Sperimenta amarezza e solitudine, ma dice: "Se non fossi cristiano, non so come resistere", ma confida anche: "Ho trovato risorse morali di cui ignoravo l’esistenza". Come ha imparato da Gesù, esclude sempre l’odio, anzi coltiva la carità, anche per chi l’offende, pregando Dio di saper vivere il Vangelo sino alle ultime conseguenze. A un amico dice: "L’importante è il poter dire di aver sempre fatto il proprio dovere, tutto intero". Trova energie nella fede, nella preghiera quotidiana, nel suo intenso rapporto con Gesù.
Il culmine dell'infamante macchina accusatoria e di fango che si era riversata sul commissario fu la pubblicazione da parte de l'Espresso di una lettera, a partire dal 13 giugno 1971: 800 firme di esponenti del mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo, filosofi, registi, scienziati, editori, storici, architetti, pittori, scrittori, politici, sindacalisti e un buon numero di giornalisti, tutti convinti che il commissario Luigi Calabresi fosse un assassino e, come tale, passibile di punizione. I nomi di questi personaggi, che con la firma annunciavano l'adesione alla lotta armata, sono noti a tutti: Umberto Eco, Tinto Brass, Cesare Zavattini, Carlo Gregoretti, Enzo Paci, Giulio A. Maccacaro, Giulio Carlo Argan, Salvatore Samperi, Pasquale Squitieri, Natalia Ginzburg, Tullio De Mauro, Paolo Portoghesi, Lucio Colletti, Paolo Mieli, Sergio Saviane, Serena Rossetti, Nelo Risi, Giovanni Raboni (professori universitari, registi cinematografici, filosofi, storici, futuri ministri, poeti, scrittori, giornalisti). Gente che ricopriva una posizione centrale nel mondo in cui si formano le 'coscienze' di un popolo. La lista continua: i filosofi Norberto Bobbio, Lucio Colletti e Lucio Villari; i registi cinematografici Federico Fellini, Mario Soldati, Cesare Zavattini, Luigi Comencini, Liliana Cavani, Giuliano Montaldo, Bernardo Bertolucci, Carlo Lizzani, Paolo e Vittorio Taviani, Gillo Pontecorvo, Marco Bellocchio, Salvatore Samperi, Ugo Gregoretti, Nanni Loy; i poeti Pier Paolo Pasolini, Giovanni Raboni e Giovanni Giudici; i pittori Renato Guttuso, Andrea Cascella, Ernesto Treccani; gli editori Vito Laterza, Giulio Einaudi, Inge Feltrinelli; i critici Giulio Carlo Argan, Gillo Dorfles, Morando Morandini, Fernanda Pivano; la scienziata Margherita Hack; gli architetti Gae Aulenti, Gio Pomodoro, Paolo Portoghesi; gli scrittori Alberto Moravia, Umberto Eco, Domenico Porzio, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Alberto Bevilacqua, Franco Fortini, Natalino Sapegno, Primo Levi, Lalla Romano; i politici Umberto Terracini, Massimo Teodori, Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta; i sindacalisti Giorgio Benvenuto e Pierre Carniti; i giornalisti Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Furio Colombo, Giuseppe Turani, Carlo Rossella, Camilla Cederna, Tiziano Terzani. Si potrebbe continuare, ma bastano solo questi a farci capire come l'intero entourage culturale ed artistico italiano fosse schierato a sinistra ed in maniera estrema.  'Per anni su quasi tutti i giornali italiani si denunciò, giustamente, la violenza “nera” (che, sia chiaro, c’era) ma si nascose l’esistenza di una violenza “rossa”. Ecco che cosa scrisse Giorgio Bocca su “Il Giorno” il 23 febbraio 1975: «A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto, di favola per bambini scemi o insonnoliti; e quando i magistrati e gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla, mi viene come un’ondata di tenerezza, perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile...». Mentre Bocca scriveva quel pezzo, le Brigate Rosse avevano già ucciso tre persone (i missini Mazzola e Giralucci a Padova e il maresciallo dei carabinieri Maritano a Robbiano di Mediglia), rapito un giudice (Mario Sossi) e organizzato l’evasione di Renato Curcio dal carcere di Casale Monferrato' .(Michele Brambilla - Il Timone nr 43, anno VII, Maggio 2005). In questo clima di violento odio il 17 maggio 1972 il commissario Luigi Calabresi viene colpito a morte, alle spalle, davanti la sua abitazione, mentre si avvicina all'auto per andare in ufficio. Sofri, Bompressi, Pietrostefani, Marino, sono i nomi legati a quell'omicidio. Gli '800' armarono, dal punto di vista morale, la loro mano. Il commissario, servitore della legalità, uomo, sposo, padre esemplare, ottimo cristiano, lascia Gemma la sua giovane moglie, sposata da neanche tre anni, i figlioletti Mario, Paolo e Luigi che nascerà qualche mese dopo la sua morte. Il commissario ha soltanto 35 anni
Una commovente ed edificante intervista alla signora Gemma Calabresi la si può leggere QUI.

giovedì 17 maggio 2012

Montserrat Figueras (1942-2011)


Ho saputo solo in questi giorni che la soprano spagnola Montserrat Figueras è morta nella sua casa di Bellaterra il 23 novembre dell'anno scorso. La notizia mi ha dato tanta tristezza che ancora non riesco a smaltire. Sono davvero dispiaciuta! Donna che ho ammirato per la bellezza, la femminilità, la grazia, l'intelligenza, l'eccletticità, la bravura, il talento, la voce sopranile pura, ricca di passione e di affetti. Insieme al marito Jordi Savall, musicista e compositore, ha fondato l'Ensemble Hespèrion XX La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations per riproporre musiche di popoli e tempi ormai lontani, cadute nell'oblio dei secoli.  Il suo repertorio vastissimo, vanta opere di tutto lo spettro del patrimonio musicale di origini occitane, iberiche e italiane, compreso un lavoro operistico di prima grandezza con interpretazioni magistralmente riuscite di partiture recuperate e poco rappresentate, un immenso repertorio vocale medievale, rinascimentale e barocco.  
E' nata a Barcellona il 15 marzo 1942, ha avuto due figli Arianna e Ferran entrambi musicisti e cantanti. 
In una intervista ha detto: "Da sempre la musica mi riempie di pienezza. Mi sono formata prestando attenzione alle mie radici e a quelle della cultura europea. (....)...ho in me, in ogni istante, la certezza che le musiche del passato continuano ad essere uniche ed inseparabili".
"Cantiamo con tutto il nostro essere; il caleidoscopio di ciò che abbiamo vissuto e di ciò che conosciamo ci dà la dimensione artistica. La voce evolve, naturalmente, in accordo col nostro fisico. Ho cercato di preservare una certa trasparenza, fragilità, flessibilità e semplicità, con l'obiettivo di produrre un discorso poetico vicino a quella filosofia che ci dice che ogni tappeto persiano deve avere un difetto, perchè solo Dio è perfetto e sarebbe bestemmia imitarlo".

QUI  canta la 'Ninna Nanna di Natale' di Arvo Pärt

  

mercoledì 16 maggio 2012

Maria, la via perfetta

"Questa forma di devozione alla Vergine è una via perfetta per incontrare e unirsi a Gesù Cristo, perchè la divina Maria è la più perfetta e la più santa fra le più semplici creature, e Gesù Cristo, venuto in mezzo a noi in modo perfetto, non prese altra via per questo suo grande e meraviglioso viaggio. L'Altissimo, l'Incomprensibile, l'Inaccessibile, Colui che è, volle venire a noi piccoli vermi di fango, che siamo nulla. (...). L'Altissimo è disceso sino a noi in maniera perfetta e divina per mezzo dell'umile Maria, senza nulla perdere della sua divinità e santità; così per mezzo di Maria gli umilissimi devono risalire in modo perfetto e divino verso l'Altissimo, senza nulla temere. L'Incomprensibile si è lasciato comprendere e contenere in modo perfetto dall'umile Maria, senza nulla perdere della sua immensità. Similmente noi dobbiamo dobbiamo lasciarci contenere e guidare perfettamente senza riserva alcuna dall'umile Maria. L'Inaccessibile si è accostato, si è unito strettamente, perfettamente, anzi personalmente alla nostra umanità, per mezzo di Maria senza nulla perdere della sua divina Maestà. Per mezzo di Maria dobbiamo noi pure accostarci a Dio e unirci perfettamente alla sua Maestà senza timore d'essere respinti. Infine, Colui che è volle venire in mezzo a ciò che non è, perchè ciò che non è diventi Dio o Colui che è. Questo egli ha fatto in modo perfetto dandosi e sottomettendosi interamente all'umile Vergine Maria, senza cessare d'essere nel tempo Colui che è da tutta l'eternità. Così, pur ricononscendo il nostro nulla, noi possiamo divenire simili a Dio con la grazia e la gloria, per mezzo di Maria, offrendoci a lei in modo così perfetto e totale da non essere più niente in noi stessi ma tutto in lei, senza timore di ingannarci".

(  SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT  'TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA'   PARTE 3,  PUNTO 157)

martedì 15 maggio 2012

L' albero degli amici

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma,che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di sè e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

Paul Montes Missionario latino-americano 


venerdì 11 maggio 2012

Gobel, emo e utto

Gioele, alias Lele, ancora non parla bene, ha un linguaggio tutto suo, ve lo raccontavo QUI, italiano e tedesco insieme in allegria! E' un bambino che imita i suoi fratelli in tutto e per tutto. Quando loro fanno i compiti lui vuole sedersi accanto con fogli e colori. Dall'inverno scorso 'legge', qualunque cosa trovi di inchiostrato. Ma dice solo una parola senza significato: gobel! e la ripete in continuazione......
Solo ultimamente abbiamo scoperto che dice 'gobel' quando vuole farci capire che sta leggendo in tedesco!!!!! Da qualche mese, invece, ripete le parole che gli dicono i suoi fratelli per stuzzicarlo: 'scemo' e 'brutto'. Lui non 'incassa' senza dire nulla, anzi, punta il suo ditino grassoccio su uno di loro e gli dice candidamente: "Tu, emo e utto!"

giovedì 10 maggio 2012

Il 10 maggio di San Fratello


A San Fratello, il mio paese, dire 10 maggio è dire festa; é ricordare il martirio dei santi patroni, i tre fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino, martirizzati sotto le persecuzioni di Valeriano nel 253 (MITTITE RETE). L'intero paese è in festa! Le reliquie dei santi vengono prelevate dalla Chiesa Maria Santissima Assunta ex Convento, ed insieme al simulacro di San Filadelfio, vengono portate in processione nell'antico Santuario in stile Normanno edificato nel 1090. La processione è preceduta da un corteo di cavalli: i famosi cavalli di razza 'sanfratellana' anch'essi di origine normanna!


 
Dopo la Santa Messa, celebrata nel Santuario, ci si ferma per una scampagnata ed un pic-nic, bel tempo permettendo!

  
Il Paese di San Fratello prende il nome da Filadelfio, uno dei tre fratelli martiri, ha una storia ultramillenaria, una lingua antichissima unica al mondo di derivazione gallo-italica e una razza autoctona di cavalli.

Vi invito, per saperne di più, a visitare il sito ufficiale di San Fratello SOTTO LA PIETRA